martedì 14 luglio 2009

"Cinecittà" milanese e Lettera a Franceschini

Ed ecco la notizia del giorno: Bossi inaugura la "Cinecittà" milanese, con foto di rito, i soliti tirapiedi a sgomitare per un posticino a fianco del Senatùr, e tanta retorica padana.
Mentre il Paese si interroga su che cosa ne sarà del futuro, su come finirà la storia delle migliaia di badanti che ci aiutano ogni giorno, su come faremo a tirare avanti a fine mese, su come stiano messe la cassa integrazione e le "vacanze forzate" di migliaia di dipendenti, su che cosa accadrà degli scandali che stanno investendo il nostro Premier. Mentre tutto questo ci passa sotto il naso e ci toglie (sono certo a molti), il sonno dei giusti, la Lega continua a mietere vittorie, ora anche con l'inaugurazione nell'area milanese dell'ex Manifatturiera tabacchi del nuovo polo cinematografico padano.
I film devono iniziare a parlare meneghino, basta con l'accento romano o, peggio ancora, "terrone". E' ora di rinverdire e portare sul piccolo schermo la storia della Padania.
Questo è il modo in cui vengono spesi i nostri soldi, in cui i politici che ci rappresnetano fanno "il nostro bene". Queste sono le battaglie ideologiche e razziali (a questo punto non possono che essere definite tali), che Berusconi continua ad appoggiare.

Ma non mi scandalizzo, non più del solito per lo meno, e dopo la lettera a Napolitano di ieri vorrei oggi scrivere idealmente a Franceschini.

Caro Segretario, io credo in te.
Non lo dico per retorica, nè per partito preso o perchè ti ritenga il meno peggio. D'accordo, voglio essere franco, sono un nostalgico delle feste de l'Unità, vesto ancora la Kefjah a 31 anni e mi manca dannatamente un po' di Sinistra in questa nostra politica italiana, ma penso anche che tu possa essere, in questo particolare momento storico italiano, una risorsa.
Perchè? per il semplice fatto che hai fatto leva sulle forze giovani e fresche della politica nostrana e su di esse hai scommesso, tirandoti dietro le ire dei quadri dirigenziali a partire da D'Alema e Bersani.
Non voglio Bersani perchè è un Ciellino, e CL non si sposa con quell'idea di centro sinistra che ho io in mente.
Non voglio Marino, perchè mi ha dato l'impressione di voler giocare solo da terzo incomodo.
Non voglio Grillo, perchè con lui saremmo davvero alla frutta.
Voglio però da te, caro Segretario, come milioni di italiani, risposte chiare su temi essenziali, senza doppi sensi, mezzi termini o politichese.
Voglio sapere cosa ne sarà del Testamento Biologico.
Voglio sapere cosa ne sarà della Laicità dello Stato.
Voglio sapere che risposta daremo ai Clandestini: a quelli regolari che ci aiutano ogni giorno, a quelli irregolari che hanno bisogno di aiuto, ma anche a quelli irregolari che vengono qui per rubare e mettere in pericolo le nostre famiglie, e non possono comunque rimanere a nostro carico nelle carceri italiane.
Voglio sapere come pensiamo (sì, noi), di rilanciare l'economia, di dare una risposta ai pensionati che non possono permettersi le medicine, di affrontare questioni spinose come la nostra Cultura Energetica.

Risposte a questi quesiti chiedo, caro Segretario, e continuerò a chiederle fino al Congresso di Ottobre. Per allora avrò fatto la tessera del PD e verrò a votarti, ma solo se mi avrai convinto che un PD come lo vogliamo, con tensioni interne ma sane e corrette, con il rispetto nostro prima che degli altri, con azioni precise ed intransigenti verso un Berlusconismo imperante, sia possibile.
Ti voterò solo se se mi (ci) convincerai che un altro PD è davvero possibile.

Saluti

1 commento:

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Alle prime due domande temo di saperti rispondere io: sono carta straccia, anzi il testamento biologico nn sarà neanche quello dato che di fatto non esiste una legge....

Sull'ultimo punto in teoria il PD dovrebbe avere un comportamento meno duro del PDL