domenica 19 luglio 2009

Slumdog Millionaire

Ieri sera sono stato al cinema all'aperto.
Questa trovata estiva ha il potere di riportare alla mente ricordi d'infanzia, di quando, piccoli, con papà e mamma si andavano a vedere Dumbo o Robin Hood, con i popcorn.
E d'infanzia ha parlato anche il film che abbiamo visto, anche se non si può certo dire che sia stata allegra e felice quella narrata da Danny Boyle.
Penso che tutti conoscano The Millionaire, ed il mio intento non è quello di raccontarne la trama ma esprimere un paio di pensieri partendo proprio da quanto raccontato nel lungometraggio.
Quello che più di tutto mi ha lasciato l'amaro in bocca sono stati gli atteggiamenti del pubblico.
So che non farà piacere leggere quel che scrivo, ma trovo che spesso la gente che va a vedere questi film (probabilmente me compreso), viva una forma di empatia al dolore, che ne lava le coscienze senza richiedere il bisogno di fare qualche cosa di concreto.
Schindler's List, No Man's Land, The Millionare, e tanti altri sono film alla fine dei quali, sui volti degli spettatori, si legge un misto di pena e tristezza, che trovo profondamente ipocrite. Nessuno infatti si schioda dalla sua comoda poltrona per fare qualche cosa. Nessuno tenta di cambiare i suoi comportamenti giornalieri (boicottando certi prodotti, per esempio), o i comportamenti della classe politica, o comunque sempre troppo poche persone.
Quanti sono stati effettivamente a vedere un campo di sterminio nazista? quanti hanno fatto un giretto nella ex-jugoslavia per vedere cosa abbiano davvero fatto quelle bombe (sganciate anche da D'Alema), e cosa abbiano lasciato? che cosa ne sappiamo dell'Africa o dell'India? nella nostra democratica Italia, molti immigrati clandestini (ora fuorilegge), sono stati sfregiati o menomati per raccimolare qualche monetina in più al semaforo, facendo leva sulla pietà della gente. E queste cose non ce le insegna The Millionaire, si sanno ed accadono, come detto, anche nella nostra Bella Italia.
Allora perchè ci si benda sempre gli occhi davanti a tanta ingiustizia? come si può anche solo proporre di sparare sui barconi di clandestini per rispedirli a casa loro? e se i vari Calderoli (ma non solo loro, purtroppo), venissero accecati con il piombo fuso come i bambini di Mumbai?

Ora anche io mi sono lavato la coscienza. Ora so di aver fatto il mio dovere, un pochino più della media, perchè mi sono ufficialmente lamentato, ho affidato alla rete le mie parole.
Io però, e di questo vado orgoglioso, porto nel cuore i graffi sulle pareti dei forni di Mauthausen e gli sfregi dei proiettili dei cecchini sulle strade di Vukovar.
Questo fa di me una persona migliore? fa sì che milioni di persone non soffrano? No!
Probabilmente fa di me l'ennesimo ipocrita, uno dei tanti del bestiame quale siamo.

Saluti

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