giovedì 30 luglio 2009

Traffico ed Automobili

Oggi, di ritorno da un cantiere a Monza, me ne stavo nel traffico autostradale, che ho già visto e vissuto mille volte, ma che sempre smuove in me sentimenti di odio profondo verso quell'investimento a perdere che è l'automobile.
Mi trovavo fra scarichi di camion e bolidi lanciati in pericolosissimi sorpassi, e filosofeggiavo con un paio di colleghi sul modo in cui l'auto abbia cambiato il nostro modo di vivere. Anzi, non solo la macchina, ma tutto il sistema che ruota attorno all'automobile, primo fra tutti l'insostituibile petrolio. Tutto viene e deriva da esso, ed attorno alle nostre amiche a quattro ruote circola e si agita un mondo sotterraneo di lamiere, copertoni, interni, chip, specchi e specchietti, stereo, casse, ecc, ecc. Un vortice nel quale ci hanno infilati e che ci propinano ogni giorno dalle televisioni e dalle pagine patinate. Una girandola alimentata dal nostro stress giornaliero per raggiungere posti di lavoro sempre più lontani, o luoghi in effetti molto vicini ma che, secondo la nostra nuova logica, necessitano necessariamente del mezzo motorizzato. Un esempio? Quanti genitori accompagnano i piccolini a scuola con l'auto, indipendentemente dal tempo, solo perchè "poverini, vuoi mica che se la facciano a piedi o in bici, no?!?".
Insomma, un piccolo mostro divora soldi che ormai si è talmente radicato nelle nostre vite che, a pensarsi senza, uno diventa pazzo. Eppure la logica conclusione della discussione odierna è stata: e quando il petrolio finirà? riusciremo a prepararci per tempo, quel tanto che basterà ad evitare la spartizione delle ultime gocce di benzina, o scoppieranno guerre sanguinarie alla Mad Max per caricare gli ultimi litri di gasolio nel serbatoio della Focus e scappare verso la libertà?
Tutto questo sa di grottesco.

Saluti

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