martedì 30 agosto 2011

Popolo Fascista

Ieri leggevo un articolo, apparso su stampa inglese, in memoria della strage di Oslo di qualche mese fa. Il giornalista riportava una commossa memoria delle decine di persone ammazzate senza pietà da Breivik (questo il nome del killer), e, con disappunto, sottolineava come in Europa le manifestazioni ideologiche di estrema destra stiano diventando sempre più frequenti, soprattutto in ambiti istituzionali e politici che, forse, dovrebbero essere i luoghi più immuni da queste derive, se non altro per dare il buon esempio alla popolazione. Tuttavia, continuava il giornalista, nonostante queste esternazioni razziste, nessun esponente politico di rilievo si è pronunciato in difesa di Breivik e delle sue idee, se non qualche sporadico e folkloristico personaggio come alcuni leghisti europarlamentari nostrani. E questo è il problema di fondo dell'Italia. Mentre siamo pronti a non concedere nulla a taluni eventi storici e sventoliamo lo spauracchio del comunismo (per dirne una), nei confronti del fascismo e dell'estrema destra siamo sempre piuttosto tiepidi, fin da Mussolini e forse più indietro ancora.
Come si può, mi domando e vi chiedo, valutare una persona che ha commesso una strage (una o molte poco importa), anche dal punto di vista ideologico? O come statista? Un assassino o uno stragista restano tali, poco importa che abbiano appoggiato, in un frangente della loro esistenza, un'ideologia condivisibile o che abbiano fatto opere pie.
Eppure, in Italia, questo non accade, e dal mondo politico non arriva alcuna indicazione e demonizzazione di questi comportamenti. Povera Italia.

Saluti

1 commento:

luly ha detto...

Povera Italia, Andrea caro. Poveri noi. Ma soprattutto, poveri i nostri figli.