domenica 17 maggio 2009

La Politica fai da te

Dopo queste ultime settimane, fra gossip di divorzio e di minorenni, fra un colpetto alle libertà individuali e le esondanti velleità indipendentiste della Lega, forse è ora di tirare un attimo il fiato e le prime somme.
Proprio l'altro giorno leggevo un interessante articolo su Il Venerdì di Repubblica, in cui l'autore portava avanti questa tesi: Berlusconi, così come molti suoi illustri omologhi del passato (si citava Peròn in Argentina), non sarà mai dittatore nel suo Paese ma avrà il merito (o demerito, a seconda dei punti di vista), di preparare il terreno per chi lo seguirà. Abbattendo costantemente ogni spirito di confronto democratico, ogni barlume di cultura politica e non, ogni senso istituzionale, alla sua scomparsa Berlusconi (e con lui, si spera, il berlusconismo), lascerà una pericolosa tabula rasa, pronta a ricevere chiunque volesse piantare il seme della dittatura, esattamente come è accaduto nelle realtà sud-americane.
D'altro canto, dimostrazione del fatto che ormai agli italiani non interessa più molto della politica, è che nonostante gli scandalosi comportamenti e le monotone battutine su veline e minorenni, il nostro Premier gode ancora di alto consenso e, anzi, risulta ancor più simpatico e compagnone del solito.
In un'intervista al Times, i genitore di Noemi Letizia (che, fra parentesi, non si sarebbe mai sognata di godere in qualche momento della sua esistenza, di tanta popolarità come in questi giorni), dichiarano che le storie emerse nelle settimane passate sono solo montature della sinistra e della stampa "contro" (ovviamente). Difficile crederlo, dato che Berlusconi imperversa in televisione (il solo Tg4 dedica al Premier il 74% del tempo). E, nonostante tutto, la madre di Noemi dichiara candidamente "Spero che Berlusconi, che io ho conosciuto negli anni Ottanta, si prenderà cura di Noemi e riuscirà a dare a mia figlia la carriera che io non sono riuscita ad avere". Capite? non si tratta solo di auspicare per la propria figlia il meglio o augurarsi che il Presidente del Consiglio possa risolvere i nostri mali, sentimenti che sarebbero comuni e normali, ma si tratta di sperare che Berlusconi possa dare una carriera a Noemi. Una carriera? e come potrebbe fare, un Premier, una cosa così diretta e particolare? a che titolo? e soprattutto, perchè proprio a Noemi e non alle altre migliaia di giovani che in Italia lottano, per esempio, con il precariato?
Domande che non troveranno mai risposta, ma necessitano di estrema attenzione, perchè sintomo di un Paese alla deriva sotto il profilo istituzionale ed ideologico.
E proprio a tal proposito, alla gente che alza gli occhi al cielo di fronte alle ormai famose 10 domande di Repubblica, sbuffando che "siamo stufi di sentire sempre le stesse cose", o che "sono cavoli di Berlusconi, l'importante è che governi bene", o ancora "tanto lo fanno tutti, sono tutti uguali, quindi perchè accanirsi sempre contro il Premier", a queste persone rispondo che la cosa scandalosa non è interessarsi di quel che accade in politica, non è porre domande al Premier (cosa che, per altro, accade abbastanza normalmente nelle normali e sane democrazie), ma non ricevere mai uno straccio di risposta.
Nessuno si scandalizzò, negli Stati Uniti (che prendiamo ad esempio solo quando ci fa comodo), quando Clinton venne messo sotto inchiesta per il caso Lewinsky. Perchè allora non dovremmo pretendere, parimenti, delle risposte dal nostro più alto rappresentante senza desiderio inquisitorio o persecutorio, ma solamente per fare luce e chiarezza su una vicenda che sta demolendo la fiducia degli italiani nei confronti della politica e l'immagine (già ridicola) dell'Italia all'estero.

Saluti

1 commento:

..:: Symbian ::.. ha detto...

ottimo articolo.

ciao!