lunedì 1 dicembre 2008

Politiche di Destra

Ieri sera, anche grazie ad un link lasciatomi dall’amico Prefe (il cui blog potete seguire qui), sono andato a scartabellare un blog di destra, vicino al Popolo delle Libertà, uno dei tanti fra i noti e meno noti.

Aperta la pagina principale, mi sono trovato davanti ad articoli e link fra i più disparati e deprimenti, ma di tanto in tanto alcuni titoli hanno attirato la mia attenzione… link sulla Donna e sul diritto ad esserlo… link sulla libertà dell’Iraq… link di solidarietà ai popoli africani distrutti dalle guerre... link a siti di ecologia e impatto ambientale.

Dico la verità, ogni volta che mi imbatto in queste cose resto sempre senza parole e leggermente spiazzato.

Lasciamo perdere la contraddizione di fondo che sta dietro all’affiancamento di due banner del tipo “Solidarietà per il Darfur” e “Bush for President”. Qualunque persona dotata di un minimo di senno e curiosità sa che l’America ha da sempre finanziato la maggior parte delle carneficine perpetrate in Africa (e non solo), quindi i due banner, quanto meno, fanno a cazzotti fra di loro.

Ma a parte questo, quello che mi colpisce e di cui mi preme parlare oggi, è invece una tendenza che, mio malgrado, ho rilevato sempre più spesso, ma che non ho mai avuto il piacere di vedere affrontata, analizzata, sviscerata e motivata sui mezzi di comunicazione, soprattutto della sinistra.

Detta in parole povere, il centro destra italiano, a parte alcuni esempi (tipo Lega e Destra Sociale), ha dato una brusca sterzata al suo modo di fare politica, ha rinnovato pesantemente il suo vocabolario e la sua immagine, mettendo sul piatto del dibattito politico (e delle proposte elettorali, soprattutto), temi e tematiche impensabili fino a vent’anni fa.

Il voto agli immigrati? Il rifiuto del fascismo? Fini in Israele? La propaganda di Berlusconi portata avanti a gran voce da immigrati più o meno noti, tipo Fiona May? il tema dell'inquinamento e di uno sviluppo sostenibile? Ci siamo di colpo trovati davanti a legami instaurati con la società che sono sempre stati propri della sinistra. Ci siamo trovati, almeno a parole, a sentire proposte di politica economica e sociale che solo il PCI o al massimo i Socialisti avevano discusso. Ci siamo trovati davanti un partito di destra nuovamente populista, che in parte deriva dalla vecchia DC ed in parte dal MSI. Ma c’è di più: Berlusconi, che ha fatto saltare completamente gli schemi politici tradizionali, dato che il suo “partito” (lo metto fra virgolette perché in effetti Forza Italia non è mai stato un partito, né a parole né nei fatti), non aveva e non ha la minima tradizione storica e/o politica.

Oltre a questo, bisogna però dire che la Destra Sociale ha da sempre affrontato tematiche tese a migliorare il tessuto della nostra società, con aiuti e sussidi per esempio. Gli italiani sono sempre stati molto cari a Mussolini ed ai suoi successori. Gli italiani, non certo gli immigrati.

Ora sento invece persone di origine etiope votare Fini o magari Storace.

Questo è dunque il punto: la destra italiana ha capito che ampliare la sua offerta ad un certo tipo di società paga, e bene, così come (ri)paga aprirsi a certe questioni etiche considerate tabù fino a pochi anni fa, e che solo la sinistra “mangia bambini” aveva osato portare all’attenzione dell’opinione pubblica (parlo, per esempio, di eutanasia ed aborto).

Lasciamo perdere alcuni scivoloni. Non appena il Papa alza la voce tutti tornano nei ranghi; non appena un rumeno o un immigrato commettono un delitto si grida alla chiusura delle frontiere ed alla schedatura con impronte digitali degli immigrati minorenni. Questi sono però solo scivoloni, svarioni, perché non si può pretendere di perdere le vecchie abitudini da un giorno all’altro.

Il dato di fatto, però, è che in generale il centro destra italiano ha saputo captare i sentimenti di strati della società mai considerati in precedenza. Ahimè ci è riuscito talmente bene che la sinistra, che per decenni ha portato avanti le sue lotte spesso connesse ai problemi etici, dell’immigrazione e dell'ambiente, si è vista spogliata della sua tradizione.

L’evento più grave, però, è che la sinistra si è fatta depauperare del suo bagaglio storico senza batter ciglio. La sinistra ha perso completamente il suo storico legame con la società e non ha fatto nulla per impedirlo. Nulla.

Perchè in effetti, dietro alla propaganda ed alle parole della destra, spesso non vi è nessuna idea tecnico/politca, nessun programma di risanamento dell'ambiente, nè tantomeno di riconosciento della Donna e dei suoi diritti. Purtroppo però questo gli elettori di destra o non lo sanno o fanno fina di non saperlo, ed è proprio qui che la sinistra manca: nella capacità di dimostrare che è incoerente sbandierare il disagio ambientale, se poi Berlusconi condona gli ecomostri o aiuta i soliti noti dell'industria italiana; è incoerenete aprirsi agli immigrati, se tanto il colore della pelle continua a contare; è incoerente che Fini rinneghi il fascismo, se tanto poi i suoi colleghi di partito e, soprattutto, i giovani di Azione Giovani (partito giovanile di AN) ci tengono a puntualizzare e sottolineare le loro radici fasciste. E' incoerente, ma la sinistra non ha argomenti per dimostrarlo, e, se lo fa, non riesce ad arrivare al vivo della questione, alle orecchie della gente.

La questione ora è vedere se la storia giudicherà credibile il cambiamento di rotta della destra, se cioè il populismo portato all’estremo pagherà a lungo termine (fin’ora, purtroppo, parrebbe di sì, almeno da un punto di vista elettorale), e se la sinistra sarà in grado di chiarire le contraddizioni e dissonanze di fondo quando certi soggetti parlano di certi argomenti.

Saluti

1 commento:

Prefe ha detto...

bell'articolo!
Il link al mio blog è decisamente sbagliato ma ti perdòno.

Comunque secondo me la questione è più complessa di come sembra. Quando Berlusconi parla agli italiani in realtà non promette nulla di buono.
Un piduista che vuole farsi eleggere promettendo la separazione delle carriere per gli avvocati e dicendo che porterà le aliquote fiscali tutte allo stesso punto è uno che fa leva sull'ignoranza della gente, che non capisce che le aliquote tutte uguali sono una mancia ai padroni. Una mancia enorme.
E' solo un esempio e piuttosto campato in aria...

Il discorso è che nel nostro paese manca la cultura. Cultura vera, non titoli di studio. Se ci fosse nessuno voterebbe Berlusconi.

La differenza con la germania è che loro hanno fatto davvero i conti col passato, noi no. Ancora non siamo convinti che fosse sbagliato davvero quel modo di fare.