domenica 28 dicembre 2008

Paese che vai Problema che trovi?

Per proseguire il mio ultimo intervento sull'Erasmus, vorrei mettere a parte i miei assidui lettori di un'esperienza capitatami proprio ieri sera.
Allora, innanzitutto mi scuso se latito un pochino ma le festivita' imperano e si impongono alla mia attenzione con cibi di ogni tipo. Inoltre, attualmente mi trovo (a dire il vero dal 24 pomeriggio) in Polonia (Poznan) per passare le feste con mia moglie e la sua numerosa famiglia.
Proprio ieri sera siamo usciti con alcuni amici, ed al tavolo ha avuto origine un'interessantissima discussione fra me (italiano), un polacco ed un americano (sembra una di quelle barzellette che giravano quando ero alle scuole elementari...). Nel parlare con questi ragazzi, e' stato incredibile notare quanto la percezione dei problemi sia ormai molto simile in ogni angolo del globo. Crisi finanziaria ed economica, disaffezione della politica per i problemi della gente, sicurezza, lavoro, ambiente, ecc, ecc, ecc.
Devo ammettere che la cosa e' stata molto edificante, non tanto perche' vorrei rassicurare il mio animo con un italianissimo "mal comune mezzo gaudio" ma perche' mi sembra che ormai la globalizzazione e le interconnessioni economiche, politiche e culturali siano cosi' profonde che si possa davvero parlare di destino unico dell'umanita', con buona pace di tutti coloro che continuano a dichiarare che non e' un nostro problema quel che succede a mille chilometri di distanza (considerando che l'Italia e' lunga 1.500 km...).
Credo quindi che il punto sia proprio questo, e cioe' che non e' pretenzioso o paradossale professare un dialogo fra i popoli su determinate tematiche, proprio perche' la percezione dei problemi e le sensibilita' dei singoli, per quanto apparentemente differenti per motivi geografici e/o culturali, sono invece estremamente simili nella sostanza.
Non facciamoci dunque prendere in giro da chi ci racconta che in Italia dobbiamo pensare solo ai nostri problemi, e che questi non interessano minimamente gli altri. Falso, almeno per un buon 50%. Matt (l'americano), mi confermava che anche da loro, dopo l'elezione di Obama, la societa' e l'economia si sono fermate in attesa di vedere che cosa combinera' il nuovo giovanissimo Presidente, esattamente come in Italia Veltroni non ha argomento migliore da sbandierare che l'attendere la buona novella americana, privo com'e' ormai di proposte e strategie. Al contrario Łukasz (il polacco) si arrabbiava moltissimo per i problemi energetici e per lo scarso interesse che la politica di casa sua dimostra per l'ambiente, la riduzione delle emissioni, le energie pulite (basta guardare cosa e' successo in sede di Parlamento Europeo durante l'ultimo mese per quanto riguarda il famoso provvedimento del dopo Kyoto... Polonia ed Italia hanno messo i bastoni fra le ruote dall'inizio alla fine).
In America la gente non si capacita di come sia stato possibile spendere 17,4 Miliardi di dollari pubblici per le quattro case automobilistiche piu' grandi del Paese (fra cui Ford, GM e Chrysler), cosi' come in Italia si e' alla fin fine immolata la pubblica finanza per salvare Alitalia.
Insomma, viviamo tutti sulla stessa barca e questo mi e' tanto piu' chiaro dopo quest'interssante chiacchierata con ragazzi che, come me, provano ansia per il futuro ma anche una grande rabbia, perche' il sistema attuale ha evidentemente fallito ma non e' pronto ad ammetterlo e mollare la poltrona.
Saluti

3 commenti:

Daniele Verzetti, Rockpoeta ha detto...

Stessa Barca ma loro forse ora hanno un Comandante valido con cui ripartire. Noi no...

Ciao
Daniele

progvolution ha detto...

Ho voluto assegnarti un riconoscimento, se passi a questo link lo puoi ritirare...
Sussurri obliqui

..:: Symbian ::.. ha detto...

Ciao, complimenti per il tuo blog.
Ti va di fare uno scambio di link?
Fammi sapere.

http://cristianbelcastro.blogspot.com

ciao